Il Ctmed scrive a Berlusconi
Il Consorzio rende diponibile l'avvocato Girolamo Catena per assistere gli imprenditori titolari dei lidi oggetto di provvedimenti. Nel merito esiste una consolidata giuriprudenza a conferma della tesi del rinnovo automatico delle concessioni storiche ai sensi dell'art.10 Legge 88/2001.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le Silvio Berlusconi
Gli operatori del settore turistico e della ristorazione della fascia costiera di Giugliano (Napoli) aderenti al "Consorzio Turistico Mediterraneo", nella persona del presidente, dott.ing. Gennaro di Bonito, espongono alla SV quanto segue :
ad oltre 25 anni dall'approvazione del PRG del Comune di Giugliano l'intera zona all'interno della quali operano , indicata come zona edificabile con i parametri e le destinazioni della zona G4 (zona di bonifica e valorizzazione costiera) manca del piano particolareggiato esecutivo e di ogni ipotesi di programmazione e gestione del territorio.
Questa situazione, derivata dall'inerzia dell'ente locale, pone gli operatori in una situazione di esposizione all'incertezza del diritto e dei doveri.
Giova ricordare che l'intera zona è stata regolata dal piano regolatore di Licola, varato nell'agosto del 1955 , in base al quale è stata realizzata gran parte dell'edificato di Licola, e successivamente oggetto di varie concessioni ad allestire stabilimenti balneari e punti di ristoro, che sono sorti , e sono quelli odierni meno quelli che hanno cessato ogni attività, a cavallo degli anni 60 e 70 del secolo scorso.
La mancanza di ogni progettualità, fatta eccezione per un "piano spiagge" assolutamente inadeguato, che ponesse gli operatori nella condizione di conoscere le linee guida da seguire, sia in campo urbanistico che merceologico, e la necessità di adeguare le strutture alle rinnovate esigenze dei tempi e degli utenti, ha determinato il compimento di una serie di attività spontanee che sono oggetto dei condono edilizi succedutosi (su suoli privati o regolarmente concessi in fitto) ed allo stato non esaminati dall'Amministrazione Comunale di Giugliano.
A ciò deve sommarsi il confronto con i vari enti preposti alla gestione della zona ( Capitaneria di Porto, Soprintendenza ai beni paesaggistici, Regione Campania, Comune di Giugliano , sia come gestione del Demanio che come autorizzazioni commerciali e sanitarie oltre che urbanistiche) e balzerà evidente la difficoltà operativa in cui sono costretti ad operare i gestori delle varie attività economiche.
Da anni si è costretti ad affrontare una crisi attrattiva che pone sempre più a rischio le centinaia di posti di lavoro che derivano da questo comparto.
Crisi attrattiva costituita dalla impossibilità ad ogni progettualità innovativa in chiave turistica ricettiva con la impossibilità a realizzare tutto ciò che altrove è ovvio.
Non parliamo di Rimini o Riccione ma di Castevolturno che si estende con le sue strutture ricettive e turistiche a pochi metri da quelle di Licola e Varacaturo.
Se per noi costruire una piscina o allestire una innovazione strutturale o opere di abbellimento è causa di intervento di Polizia , Carabinieri, Vigili Urbani, Antiabusivismo edilizio, con lo strascico di sequestri, cause, sanzioni etc, a Castelvolturno, come nel resto d'Italia, è previsto come lecito ed attuabile.
Eppure per scelte scellerate che hanno visto, ad esempio la gestione del depuratore di Cuma , devastare il litorale le piscine dovrebbero essere imposte ai gestori dei lidi, con tutte le prescrizioni dettate dalla normativa del caso.
Essere l'oggetto di questa discriminazione pone grossi dubbi sulla considerazione che si ha di noi operatori di Licola e Varcaturo.
Trattati come delinquenti, occupanti abusivi di demanio pubblico, collegati chissà a chi, siamo costretti , a questo punto , a chiarire che i suoli che occupiamo sono stati o regolarmente fittati dalla O.N.C. a cui è subentrata dopo lo scioglimento la Regione Campania , o in alcuni casi sono proprietà privata; le strutture che gestiamo e che abbiamo realizzato , sono antiche di decenni , e costituiscono il sostegno economico di centinaia di famiglie.
Ogni primavera continui sopralluoghi delle Forze di Polizia ci pongono nella condizione di dover spiegare e dimostrare quello che abbiamo spiegato e dimostrato l'anno precedente e quell'altro ancora.
Ogni primavera ci sorge il dubbio se contrarre debiti bancari per investire qualche euro nelle nostre strutture non sia pura e semplice follia.
Eppure questo è il nostro lavoro ed il lavoro di quanti da anni lavorano con noi.
Per cui siamo noi adesso a chiedere una volta e per tutte che si decida cosa fare e cosa si può fare nella fascia costiera di Licola e Varcaturo . Tra l'altro il Comune attraverso i suoi dirigenti non tiene conto di norme consolidate da prassi di snellimento dei procedimenti amministrativi tesi alla prosecuzione di attività già in essere, regolarmente autorizzate, anzi applica in maniera restrittiva ed inibitoria norme superate.
Negli ultimi giorni buona parte degli stabilimenti balneari, titolari di Concessioni demaniali "storiche" che in applicazione dell'art.10 della legge N°88 del 2001, si sono rinnovate automaticamente previo pagamento del canone annuale, sono stati chiusi e sottoposti a sigilli perchè ritenuti occupanti abusivi di suolo demaniale.
Signor Presidente sono a rischio migliaia di posti di lavoro!! L'amministrazione locale non può ignorare che la conduzione dell'industria balneare occupa centinaia di addetti e che mette in moto un indotto rilevante per le imprese di altri settori. Eppure il Suo governo sta producendo atti concreti per il rilancio di tutti i settori dell'economia italiana. Ci chiediamo: perchè mentre il governo italiano fa grandi sforzi per fare uscire il paese dalla crisi a livello locale si resta inerti anzi si va in contro tendenza?
Le chiediamo Signor Presidente di intervenire personalmente in una vicenda cha sta esponendo la zona ad un'ennesima crisi dopo quella dell'anno scorso causata dall'emergenza rifiuti risolta grazie al Suo intervento personale. Già l'Italia ha preso atto che il Suo intervento personale è sempre risolutivo grazie alla Sua grande capacità di iniziativa, alla Sua concretezza e alla Sua capacità politica ed imprenditoriale.
Egregio Presidente saremmo lieti ed onorati di una Sua visita presso il nostro litorale per farLe toccare con mano i problemi che abbiamo e l'incuria dei governi locali in tutte le forme ed articolazioni.
Le precisiamo che il nostro consorzio conta associati in tutta la Regione Campania e nel Lazio ed è impegnato sulle problematiche di riqualificazione dell'intera fascia costiera a partire dalla storica questione del depuratore di Cuma e quello dei "regi lagni" di Caserta.
Abbiamo chiesto già al Prefetto di Napoli e lo chiediamo a Lei con forza, di allestire un tavolo tecnico intorno al quale far sedere il Comune di Giugliano, la Capitaneria di Porto, il Corpo Forestale dello Stato, la Soprintendenza ai beni paesaggistici, la Regione Campania, la Procura della Repubblica, i Carabinieri, la Polizia di Stato, le rappresentanze degli operatori economici della zona costiera di Giugliano, affinchè si stabilisca in questa zona cosa si può fare e cose non si può fare, chi e legittimato e chi deve andare via, quali innovazioni si possono apportare e quali sono vietate, nella logica di un comparto turistico subissato dalla emergenza ambientale e da altre forme di emergenza sociale e criminale (prostituzione, droga, microcriminalità, cavalli che si allenano sulla battigia), quali sono le procedure amministrative e quali sono i loro tempi.
Le chiediamo signor Presidente il Suo intervento per potere potere operare nella legalità e nella tranquillità che spetta a chi ha stretto i denti per poter lavorare per decenni in una zona che da attrazione turistica, per gran parte della zona napoletana e casertana , è sprofondata sempre più nella incuria e nell'abbandono.
Lo chiediamo come cittadini italiani che invocano la chiarezza della legalità per uscire dal tunnel del buio normativo e dall'aggressione di situazioni estranee al nostro vivere quotidiano che hanno visto e registrato casi eclatanti di operatori turistici oggetto di aggressioni criminali portate alle estreme conseguenze.
Diversi tentativi di interlocuzione con l'amministrazione locale sono risultati inascoltati e vani. Siamo disponibili a documentare in ogni sede e luogo le nostre buone ragioni.
Rispettosamente La salutiamo, ci scusiamo per averLa investita di una questione che magari rispetto alle emergenze che Lei affronta ogni giorno rappresenta parva materia ma il grido degli imprenditori che si vedono chiudere attività per loro vitali ci impone doverosamente di intervenire visti gli impegni finanziari assunti e che risulteranno disattesi nel caso di una stagione fallimentare.
Siamo sicuri che quanto richiesto non rimarrà inascoltato e confidiamo nella Sua grande sensibilità ai problemi dell'occupazione e dell'economia.
Giugliano 06/06/2009
Dott.ing. Gennaro di Bonito
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