01.09.2009 - News: chiesti dal Consorzio sgravi fiscali e tributari per le imprese colpite dalla crisi del turismo.



Lettera Assessore Regione Campania Ermanno Russo

Il “Consorzio Turistico Mediterraneo” nasce negli anni '90 formando una compagine di piccole e medie imprese operanti sul territorio campano-laziale ed avendo quale scopo soprattutto la promozione di attività turistico-ricettive ed imprenditoriali.

La struttura, formata da operatori specializzati e professionisti, ha armonizzato molteplici attività sviluppando partenariato con Imprese, Istituzioni pubbliche, Autonomie locali, Scuole ed Università sul territorio Nazionale, Comunitario ed Extracomunitario.

Da sempre impegnato e sensibile ai temi dello sviluppo, dell'ambiente e della riqualificazione territoriale, il Consorzio ha, come obiettivo preliminare, è lo stabilire un dialogo positivo e propositivo con le Istituzioni armonizzando le esigenze degli operatori con quelle della Pubblica Amministrazione e contribuendo a scelte strategiche orientate a promuovere il territorio e l'iniziativa imprenditoriale.

Ritenendo che rivestano un ruolo fondamentale le scelte che la P.A compie nel governo del territorio, evidenziamo la necessità di coordinare gli sforzi delle Istituzioni con quelli degli imprenditori, al fine di creare una sinergia per agevolare il raggiungimento degli obiettivi comuni prefissati.

Alla luce della significativa affermazione conseguita dall’attuale governo regionale e degli obiettivi programmatici posti alla base del consenso, il Consorzio Turistico Mediterraneo manifesta la propria disponibilità ad avere un ruolo attivo e propositivo nell’elaborazione di un programma di breve, medio e lungo periodo mirato alla realizzazione degli obiettivi che si riterrà opportuno prefissare.

In tal senso gli operatori, organizzati in forma consortile, possono avere un ruolo chiave nell’individuazione delle criticità del territorio, fornendo contributi qualificati, identificati per ogni zona della Regione Campania.

Tuttavia, riteniamo utile assumere come emblematico punto di partenza della nostra discussione, la fascia costiera flegreo-domitia, che costituisce, a nostro giudizio, un terreno privilegiato su cui operare per schematizzare gli ostacoli che incontra la piccola e media impresa quotidianamente e che, di fatto, rendono vano ogni sforzo economico profuso.

Il litorale è sottoposto alla giurisdizione di più Comuni e, considerato l’inesistente coordinamento tra le scelte e le iniziative poste in essere, ciò rappresenta un notevole elemento di difficoltà.

Ulteriore complessità è rappresentata dalla presenza di più soggetti proprietari dei terreni: Regione, Demanio, privati.


Occorre risolvere, con una chiara scelta politica, la problematica del riconfinamento tra la proprietà aliena e quella demaniale, allo scopo di legittimare gli interventi che, inizialmente e legittimamente, erano stati realizzati su proprietà privata e che, successivamente, sono risultati insistenti su aree demaniali, perdendo di fatto la loro legittimità.

L’annosa ed irrisolta problematica dell’utilizzazione dei cespiti dell’Opera Nazionale Combattenti, oggi della Regione Campania, è concreto ostacolo alla riqualificazione ed al decollo del territorio e delle attività imprenditoriali e soprattutto, crea delle situazioni di stagnante immobilismo ed ingessatura delle peculiarità commerciali della zona.

Riteniamo che la Regione Campania debba, nel breve periodo ed utilizzando gli strumenti normativi esistenti, adeguandoli quando inefficaci, provvedere ad una definizione dei rapporti giuridici con i soggetti che, a vario titolo, hanno la disponibilità dei beni immobili patrimoniali, realizzando anche un realistico ed efficace piano di alienazione.

Evidenziamo l’abbandono da parte dei Comuni di porzioni significative del territorio, l’erogazione di servizi inadeguati nonché l’assenza di idonee infrastrutture ed urbanizzazioni.

Utilizzando i Piani Territoriali di Coordinamento provinciali, vanno individuati gli strumenti idonei a consentire la riconversione turistica dei degradati insediamenti abitativi di Licola Mare e di Destra Volturno esistenti sul litorale, localizzando nell’entroterra le strutture da destinare ad uso abitativo.

Necessita dotare i Comuni delle risorse economiche e strumentali per consentire la realizzazione di idonee infrastrutture, ricorrendo anche allo strumento del project-financing. A tale scopo è utile ricordare che la definizione dei condoni edilizi potrebbe rappresentare un significativo introito di risorse economiche da utilizzare per opere di urbanizzazione ed interventi di riqualificazione ambientale, specie nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

Ciò anche per la migliore valorizzazione delle potenzialità storico-archeologiche dei luoghi, capaci di attirare significative partecipazioni turistiche, con i vantaggi tipici dell’indotto commerciale. Unitamente al recupero delle tradizioni culturali tipiche della storia rurale, che per decenni è stata la principale risorsa economica.

La risorsa mare deve essere assunta quale elemento fondamentale ed imprescindibile dello sviluppo economico del litorale e quale volano dell’economia locale.

La presenza di impianti di depurazione, inefficienti e mal gestiti, è ulteriore aggravante ed impedimento allo sviluppo turistico ed allo sfruttamento della risorsa mare.

E’ necessario istituire uffici locali di promozione turistica e di informazione, che possano consentire un’immediata accoglienza di ogni fascia di utenza nonché istituire presidi sanitari di pronto soccorso.

Va ridefinito e riqualificato il sistema di mobilità e dei trasporti, realizzando collegamenti veloci ed efficaci tra il litorale e le strade a scorrimento veloce, anche adottando soluzioni logistiche come quella del collegamento diretto tra la tangenziale di Napoli ed il porto di Pozzuoli, evitando così che le “vie del mare” siano le stesse che servono gli insediamenti abitativi posti a monte della strada “Domitiana”.

Si sottolinea che l’inadeguatezza del sistema viario è spesso elemento dissuasore alla frequentazione del litorale, causando perdite al bacino di utenza.

Inoltre, va potenziata la presenza di forze dell’ordine, al fine di migliorare la sicurezza degli utenti del litorale. Ciò in aggiunta alla fondamentale necessità di potenziare e qualificare i servizi di pubblica illuminazione, nettezza urbana, manutenzione del verde pubblico.

Tutto quanto evidenziato richiede un confronto propositivo tra Istituzioni e privati che può realizzarsi istituendo un osservatorio permanente capace di analizzare le criticità e di proporre, nel rispetto dei ruoli, scelte risolutive idonee a definire le problematiche evidenziate.

Le scelte e gli interventi vanno armonizzati elaborando un programma complessivo di riqualificazione urbanistica e territoriale la cui redazione va affidata a professionisti di spessore, così come accaduto in importanti capitali europee.

E’ di immediata evidenza la necessità di riorganizzare il tessuto urbanistico, giungendo ad un’armonica compresenza di edilizia residenziale, impianti turistici, impianti produttivi ed agricoltura, senza cadere nell’errore di una parziale pianificazione territoriale, che non tenga conto delle necessità complessive della zona, da armonizzarsi nel più rigoroso criterio di efficienza. Ad esempio, riteniamo errato adottare piani di utilizzazione degli arenili senza pianificare la destinazione delle aree poste a monte dei litorali.

Augurandoci un proficuo lavoro in comune, il Consorzio si rende disponibile, con tutte le proprie risorse e professionalità, a contribuire alla riqualificazione ed al rilancio del tessuto economico e produttivo del litorale flegreo-domitio, contribuendo al rilancio economico ed occupazionale nonché al miglioramento degli standard di vivibilità.

Pozzuoli 20 settembre 2010.

Il presidente
Ing. Gennaro di Bonito



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